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Antincendio in un data center: impianti a gas inerte e continuità di servizio

5 min di lettura

In un data center la soglia che fa scattare l'attività soggetta si conta in addetti, non in rack. E l'impianto a gas ha una norma di manutenzione dedicata e un tecnico con una qualifica sua.

Impianto antincendio in un ambiente industriale

La prima sorpresa, quando si va a vedere se un data center è un'attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, è che il criterio non ha niente a che fare con la potenza installata, con il numero di rack o con i megawatt raffreddati. L'Allegato I del DPR 1° agosto 2011 n. 151, alla voce numero 64, dice: «Centri informatici di elaborazione e/o archiviazione dati con oltre 25 addetti». Fino a 50 addetti si è in categoria B, oltre 50 in categoria C. La colonna della categoria A, per questa voce, è vuota: un centro dati soggetto non è mai in categoria A.

Una sala dati non presidiata, gestita da sei persone, non rientra quindi nella voce 64. Ma quasi certamente rientra in altre voci dello stesso elenco per via di quello che le sta intorno. I gruppi elettrogeni sono l'attività numero 49, «Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici ed impianti di cogenerazione di potenza complessiva superiore a 25 kW», con categoria A fino a 350 kW, B oltre 350 e fino a 700 kW, C oltre 700 kW: una soglia che qualunque gruppo di continuità di una sala seria supera senza sforzo. Il serbatoio del gasolio che li alimenta è l'attività numero 12, depositi di liquidi infiammabili o combustibili di capacità geometrica complessiva superiore a 1 m³, con la categoria A riservata ai liquidi con punto di infiammabilità superiore a 65 °C per capacità da 1 a 9 m³. I trasformatori in olio sono l'attività numero 48, macchine elettriche fisse con presenza di liquidi isolanti combustibili in quantitativi superiori a 1 m³. Sono tre pratiche diverse, e il perimetro dell'attività soggetta va disegnato su tutte, non sulla sola sala macchine.

Quanto è concentrato il mercato: province per numero di imprese in elenco
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Una nota che vale la pena avere in testa quando si programmano le scadenze: il DPR 151, all'articolo 5, prevede il rinnovo periodico di conformità antincendio ogni cinque anni, ma per alcune attività fra cui la numero 64 la cadenza quinquennale è elevata a dieci anni. Le altre voci, però, restano a cinque. In un sito che ne ha tre o quattro attive, il calendario non è unico.

Sulle bombole dell'impianto a gas la risposta sta nel testo dell'elenco. Le voci dedicate ai depositi di gas parlano di gas infiammabili — voci 3 e 4 — e di gas comburenti, voce 5. L'azoto, l'argon e le miscele inerti non rientrano in nessuna delle due formule, e la batteria di bombole di uno spegnimento non è per questo un deposito soggetto in sé. Restano però recipienti in pressione, ed è la parte dell'impianto che il decreto sulla manutenzione tratta con più dettaglio.

Perché la vera novità operativa, per chi gestisce un centro dati, sta lì. Il decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021 ha una tabella, nell'Allegato I, che associa a ciascun presidio le norme tecniche di riferimento per verifica, controllo e manutenzione. Alla riga «Sistemi di spegnimento ad estinguente gassoso» ci sono due riferimenti: la UNI 11280 e la serie delle norme UNI EN 15004. Alla riga «Sistemi a riduzione di ossigeno», che è l'altra strada che i data center scelgono per non dover mai scaricare niente, c'è la UNI EN 16750. Il decreto non mette periodicità: rimanda alle cadenze indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti e dal manuale d'uso e manutenzione. Il tetto lo fissa la norma, il costruttore o la tua valutazione dei rischi possono stringerlo.

E c'è il tecnico. Il decreto descrive, nell'Allegato II, il percorso di qualificazione per ciascun tipo di presidio, e per i sistemi di spegnimento ad estinguente gassoso prevede uno dei corsi più lunghi dell'elenco: ventiquattro ore di teoria e sedici di pratica. La teoria comprende le norme di progettazione, installazione e manutenzione — la UNI EN 15004-1 e le parti specifiche della serie per il gas estinguente impiegato — la UNI 11280 per la manutenzione, la serie EN 12094 per i componenti, la UNI/TS 11512 sulla compatibilità dei componenti e le regole sull'uso dei gas fluorurati per persone e imprese certificate secondo il DPR 16 novembre 2018 n. 146. La pratica comprende il controllo visivo e funzionale dei dispositivi elettrici e non elettrici di comando e ritardo, i dispositivi manuali di azionamento e di bloccaggio, il complesso valvola di scarica e i suoi attuatori, le valvole di smistamento per sistemi ad alta e bassa pressione, i dispositivi non elettrici di messa fuori servizio, gli ugelli per sistemi a gas inerte e a gas alogenato, i rivelatori di incendio speciali, i manometri e i pressostati, i dispositivi di pesatura meccanici e gli allarmi pneumatici.

L'elenco è lungo di proposito, perché è la lista di quello che dovrebbe risultare da un verbale di manutenzione fatto bene. Ma dentro c'è una voce che riguarda la continuità di servizio più di tutte le altre. Il decreto chiede al tecnico il «controllo funzionale della centrale di sorveglianza, attivazione e gestione della scarica e dei pannelli di controllo, verifica della programmazione e dell'esecuzione delle funzioni assegnate anche in relazione al piano di emergenza dell'attività protetta», e il «controllo funzionale e modalità di ripristino o sostituzione delle eventuali funzioni ausiliarie».

Le funzioni ausiliarie, in un data center, sono la parte in cui l'antincendio incontra l'uptime. Prima di una scarica devono succedere delle cose in un certo ordine: la ventilazione va fermata, le serrande vanno chiuse, il ritardo deve dare il tempo alle persone di uscire, il blocco manuale deve funzionare se dentro c'è ancora qualcuno, e in certi casi si vuole che l'alimentazione delle macchine cada e in certi altri esattamente il contrario. Quella sequenza non è scritta nella norma di prodotto: è scritta nel tuo piano di emergenza, e il decreto chiede che il tecnico verifichi che l'impianto la esegua. Se il manutentore dell'impianto a gas non ha mai visto quel piano e non ha mai parlato con chi gestisce il condizionamento e l'elettrico, quella verifica non l'ha fatta nessuno, e lo si scopre il giorno in cui l'impianto parte.

Fonti: DPR 1° agosto 2011 n. 151, Allegato I voci 3, 4, 5, 12, 48, 49 e 64 e articolo 5 commi 1 e 2, testo su Normattiva; decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021, Allegato I punti 1 e 2 e tabella 1, e Allegato II prospetto 3.7, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 230 del 25 settembre 2021. Le periodicità applicabili al tuo impianto stanno nella UNI 11280, nella serie UNI EN 15004 e nel manuale del costruttore: fattele indicare per iscritto dal manutentore.

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