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Magazzino logistico: quando cambia la merce sugli scaffali, l'impianto sprinkler resta quello di prima

6 min di lettura

Un impianto sprinkler è progettato contro una certa merce stoccata in un certo modo. Il giorno in cui entrano bancali diversi o si alza una scaffalatura il progetto non si aggiorna da solo, e il DPR 151/2011 dice cosa fare.

Superficie di acciaio industriale in primo piano

Nell'Allegato I del DPR 1° agosto 2011 n. 151 la voce che riguarda quasi tutti i magazzini è il numero 70: «Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1000 m² con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5.000 kg». Le due condizioni valgono insieme, e la seconda è più bassa di quanto sembri: cinquemila chili di merce combustibile sono poche decine di bancali. Sopra quella soglia il magazzino è un'attività soggetta, in categoria B fino a 3.000 m² e in categoria C oltre i 3.000 m².

La cosa che conviene capire subito è che il numero 70 non è l'unica riga che ti può riguardare, perché l'elenco non classifica gli edifici ma quello che ci sta dentro. Lo stesso capannone diventa anche l'attività 34 se ci sono più di 5.000 kg di carta, cartoni o prodotti cartotecnici; l'attività 44 se ci sono più di 5.000 kg di materie plastiche; l'attività 43 se ci sono più di 10.000 kg di prodotti della gomma, pneumatici e simili; l'attività 36 se ci sono più di 50.000 kg di legnami, paglia, carbone vegetale e prodotti affini; l'attività 12 se in un angolo tieni più di un metro cubo fra liquidi infiammabili, combustibili e oli. Il magazzino non è «un magazzino»: è quel magazzino con quella merce dentro. Cambiare il contratto con un cliente può cambiare la riga dell'elenco.

Quanto è concentrato il mercato: province per numero di imprese in elenco
1 impresa1 prov.2-3 imprese4 prov.4-9 imprese74 prov.10 o più28 prov.

Nostra misurazione su 107 province coperte. Dice quante alternative hai davvero dalle tue parti prima di dover cercare fuori provincia. Aggiornato al 16 ottobre 2026.

Sull'impianto la norma di riferimento è una sola. Nella tabella dell'Allegato I del decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021 — il decreto controlli — alla riga «Impianti sprinkler» c'è la UNI EN 12845 e nient'altro. E anche qui vale il discorso delle edizioni: la UNI EN 12845:2020 risulta ritirata con sostituzione dal 4 giugno 2026, e da quella data è in vigore la UNI EN 12845:2026. Il sommario pubblicato da UNI descrive cosa copre: progettazione, installazione e manutenzione degli impianti fissi antincendio sprinkler in edifici e insediamenti industriali, con la classificazione dei rischi, le fonti di approvvigionamento idrico, i componenti, l'installazione, i collaudi, la manutenzione e l'ampliamento di impianti preesistenti.

Le due parole da tenere sono «classificazione dei rischi» e «ampliamento di impianti preesistenti». Un impianto sprinkler non è generico: parte da una classificazione, cioè da un'ipotesi su cosa brucia e su come è messo. Quella classificazione sta nel progetto, non nell'impianto. L'impianto, dal soffitto, non si accorge se sotto sono arrivati bancali di polistirolo al posto di scatoloni vuoti, o se la scaffalatura è cresciuta di un livello, o se un corridoio è stato riempito di merce a terra fino al soffitto. Continua a fare esattamente quello per cui è stato dimensionato, che non è più quello che serve.

Perciò la domanda da fare al manutentore o al progettista, e da farla per iscritto, è: su quale classificazione e su quale configurazione di stoccaggio è costruito questo impianto. Se quel documento non salta fuori, il problema non è il preventivo di manutenzione, è che nessuno sa contro cosa l'impianto stia proteggendo. E se la risposta esiste ma non corrisponde più al magazzino di oggi, quello che serve non è una manutenzione, è un progetto: la norma tratta l'ampliamento di un impianto esistente come materia sua, non come un intervento di routine.

C'è poi il lato amministrativo, ed è quello che sorprende di più chi il magazzino lo gestisce e basta. L'articolo 4 comma 6 del DPR 151/2011 dice che l'obbligo di avviare di nuovo la procedura — cioè la SCIA al Comando — «ricorre quando vi sono modifiche di lavorazione o di strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni qualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate». «Variazioni qualitative e quantitative» è esattamente il cambio di merce. E per le attività in categoria B e C l'articolo 3 aggiunge che il progetto va sottoposto al Comando quando le modifiche comportano un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

Lo stesso vale per la scadenza dei cinque anni. L'articolo 5 dice che il rinnovo periodico si fa con «una dichiarazione attestante l'assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio». Se nel frattempo il magazzino ha cambiato merce, ha alzato le scaffalature o ha chiuso un compartimento per farci una zona di picking, quella dichiarazione non si può firmare così com'è. È il momento in cui i nodi vengono al pettine, ed è meglio arrivarci sapendolo.

Sulla manutenzione, il decreto controlli è dettagliato su cosa deve saper fare chi ci mette le mani. L'Allegato II descrive il corso per il tecnico manutentore qualificato sui sistemi automatici a sprinkler: ventiquattro ore di teoria e otto di pratica, fra i più lunghi dell'elenco. La teoria comprende la UNI EN 12845, la UNI 11292 sui locali che ospitano i gruppi di pompaggio, l'analisi dei componenti e la presa in carico dell'impianto con la sua documentazione. La pratica comprende le prove dei gruppi di pompaggio, la verifica dei locali del gruppo di pompaggio e il riarmo delle valvole e degli allarmi. Il locale pompe è dentro il perimetro del presidio: se il preventivo che hai in mano non lo nomina, manca un pezzo.

Nello stesso capannone ci sono di solito altri due presidi con righe proprie nella tabella del decreto: i sistemi di evacuazione fumo e calore, con la UNI 9494-3, e le porte resistenti al fuoco, con la UNI 11473, che nei magazzini sono il presidio più maltrattato, perché la porta fra deposito e uffici è quella che tutti tengono aperta con un bancale.

Un'ultima cosa che il cambio di merce si tira dietro. Il decreto del Ministro dell'interno 2 settembre 2021 rende obbligatorio il piano di emergenza scritto in tutte le attività dell'Allegato I del DPR 151/2011 e chiede esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale. Prevede inoltre un'ulteriore esercitazione in caso di incremento significativo del numero dei lavoratori o dell'affollamento e in caso di modifiche sostanziali al sistema di esodo. Se hai raddoppiato i turni o hai spostato una via d'uscita per fare spazio a una baia di carico, l'esercitazione in più non è un consiglio.

Fonti: DPR 1° agosto 2011 n. 151, articoli 3, 4 e 5 e Allegato I (attività 12, 34, 36, 43, 44 e 70), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 22 settembre 2011; decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021, Allegato I tabella 1 e Allegato II prospetto 3.4, Gazzetta Ufficiale n. 230 del 25 settembre 2021; decreto del Ministro dell'interno 2 settembre 2021, articolo 2 e Allegato I punto 1.3, Gazzetta Ufficiale n. 237 del 4 ottobre 2021; schede UNI EN 12845:2020 e UNI EN 12845:2026 su store.uni.com. La classificazione e i parametri di progetto del tuo impianto stanno nel progetto e nella norma: fatteli indicare per iscritto.

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