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Il locale pompe è dentro il contratto, non fuori: cosa dice davvero la UNI 11292

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Il decreto controlli mette la verifica del locale del gruppo di pompaggio fra le prove pratiche che il manutentore deve saper fare, sia per gli idranti sia per gli sprinkler. E cita una norma che non esiste per quello scopo: un refuso che vale la pena riconoscere.

Dettaglio di una struttura metallica in un impianto

In quasi tutti i capannoni il locale pompe è la stanza in fondo, quella con la porta che si apre a fatica perché davanti c'è un bancale. Dentro ci sono una o due pompe, un quadro, qualche manometro e un rumore che nessuno ha mai sentito. È anche il pezzo più costoso dell'intero sistema antincendio, ed è quello che decide se la rete di idranti eroga davvero l'acqua che il progetto le ha assegnato. Il decreto controlli lo sa, e lo mette dentro il perimetro della manutenzione in modo esplicito.

La norma che se ne occupa è la UNI 11292, in vigore nell'edizione entrata in vigore il 14 febbraio 2019. Il suo sommario dice esattamente di che cosa tratta: specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi da soddisfare nella realizzazione dei locali tecnici destinati a ospitare gruppi di pompaggio per l'alimentazione idrica di impianti antincendio. Non parla delle pompe: parla della stanza. Della sua resistenza al fuoco, del suo accesso, della ventilazione, dello scarico, di tutto ciò che serve perché quelle pompe possano funzionare mentre l'edificio brucia e perché qualcuno possa entrarci a controllarle.

Cosa dichiarano di fare, su 784 imprese che abbiamo letto una per una
Manutenzione impianti antincendio739Manutenzione estintori665Manutenzione idranti631Rilevazione fumi272Collaudi antincendio258Impianti sprinkler240Installazione impianti antincendio187

Nostra misurazione: abbiamo aperto il sito di ogni impresa in elenco e contato quali servizi ci scrive sopra. Non e' una stima di mercato, e' cosa dichiarano loro. Aggiornato al 16 ottobre 2026.

Che quella stanza sia parte del lavoro di manutenzione, e non un problema dell'ufficio tecnico, lo dice il decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021 in due punti diversi e coerenti fra loro. Nel prospetto che descrive il corso del tecnico manutentore delle reti idranti — dieci ore di teoria e sei di pratica — il programma teorico comprende le alimentazioni idriche e i gruppi di pompaggio e i locali dei gruppi di pompaggio, questi ultimi con esplicito rimando alla UNI 11292; la parte pratica comprende le operazioni di verifica, riparazione o sostituzione dei componenti dell'alimentazione idrica e dei gruppi di pompaggio e, come voce separata, le operazioni di verifica dei locali del gruppo di pompaggio. Nel prospetto degli impianti sprinkler — ventiquattro ore di teoria e otto di pratica, il secondo corso più lungo del decreto — la stessa struttura si ripete e si allarga: la teoria elenca i gruppi di pompaggio, le pompe sopra e sotto battente, le motopompe e le pompe azionate elettricamente, e cita la UNI 11292 come «la norma tecnica per i locali di installazione dei gruppi di pompaggio antincendio»; la pratica elenca, come voci distinte, le prove dei gruppi di pompaggio antincendio e le operazioni di verifica dei locali del gruppo di pompaggio.

Due voci separate, non una. Verificare il gruppo e verificare il locale sono lavori diversi, e il decreto li tiene distinti perché falliscono in modi diversi. Un gruppo di pompaggio può essere perfetto e non servire a niente se il locale che lo ospita si allaga, si riempie di fumo, non ha aria per il motore diesel o non è raggiungibile. Se il verbale che ricevi parla solo di «prova gruppo pompe» senza una riga sul locale, metà del lavoro previsto dal decreto non risulta fatta.

C'è poi un dettaglio del testo pubblicato in Gazzetta che vale la pena riconoscere, perché chi va a cercare le norme citate ci sbatte contro. In entrambi i prospetti, alla voce «alimentazioni idriche e gruppi di pompaggio», il decreto scrive «norma UNI EN 12842». Quella norma esiste davvero, è in vigore dal 25 settembre 2012, e riguarda i raccordi in ghisa a grafite sferoidale e gli adattatori flangiati in acciaio a basso tenore di carbonio per sistemi di tubazioni in PVC-U o polietilene. Non ha niente a che vedere con le alimentazioni idriche antincendio. La norma che se ne occupa davvero è la UNI EN 12845, quella che il decreto stesso indica nella sua tabella 1 sia per gli impianti sprinkler sia — insieme alla UNI 10779 e alla UNI EN 671-3 — per le reti di idranti, e che tratta esplicitamente anche le alimentazioni idriche oltre alla progettazione, all'installazione e alla manutenzione. È un refuso di una cifra. Se il piano di manutenzione che ti presentano cita la 12842 per il gruppo pompe, chi l'ha scritto ha copiato il prospetto senza aprirlo.

Vale la pena sapere anche perché il tuo gruppo è fatto in un certo modo, visto che è la voce che pesa di più quando va rifatto. Il Codice di prevenzione incendi lascia al progettista la scelta delle caratteristiche dell'alimentazione idrica sulla base della valutazione del rischio, ma indica quando conviene salire di livello: per le reti di idranti, quando il livello di pericolosità secondo la UNI 10779 è pari a 3 o quando è prevista la protezione esterna, potrebbe essere prevista un'alimentazione idrica di tipo superiore; per gli sprinkler, la nota del Codice dice che per gli ambiti classificati OH3, HHS o HHP secondo la UNI EN 12845 è opportuno adottare l'alimentazione idrica di tipo singolo superiore. Sono le sigle che trovi sulla relazione tecnica: descrivono quanto è severo il rischio, e quindi quanta ridondanza deve avere l'alimentazione.

Un ultimo punto riguarda l'acquedotto, ed è quello su cui più spesso si scoprono buchi. Il Codice ammette che la continuità dell'alimentazione idrica da acquedotto sia attestata mediante dati statistici relativi agli anni precedenti, come specificato dalla UNI 10779 o con criterio equivalente, e precisa che quelle attestazioni sono rilasciate dagli enti erogatori o da un professionista antincendio. Se il tuo impianto si regge sull'acquedotto e quell'attestazione non c'è, l'alimentazione idrica del tuo sistema non è dimostrata: non è un problema che il manutentore possa risolvere con un giro di controllo, è un documento che manca.

Da qui la telefonata utile. Chiedi al fornitore due cose per iscritto: la scheda di prova del gruppo di pompaggio con portata e prevalenza misurate, e il verbale di verifica del locale pompe con il riferimento alla UNI 11292. Se la seconda non esiste, il contratto copre metà del presidio. E se il locale ha un bancale davanti alla porta, quello è un problema che puoi risolvere tu oggi, gratis.

Fonti: decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021, Allegato I tabella 1 e Allegato II prospetti 3.2 e 3.4, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 25 settembre 2021; schede UNI 11292:2019, UNI EN 12845:2026, UNI EN 12842:2012 e UNI 10779:2021 su store.uni.com; allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015 nel testo sostituito integralmente dal decreto 18 ottobre 2019, capitolo S.6, paragrafi S.6.8.2 e S.6.9.1.1, consultato nel testo coordinato non ufficiale curato dall'ing. Mauro Malizia. Le cadenze delle prove sul gruppo di pompaggio stanno nella UNI EN 12845 e nel manuale del costruttore: fattele mettere per iscritto, con le date.

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