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Installare un impianto antincendio in azienda: chi lo progetta, chi lo installa e quali carte ti devono restare

5 min di lettura

Un impianto di idranti o di rivelazione non è un acquisto, è un lavoro regolato dal decreto 37/2008. Quando serve il progetto di un professionista, quale abilitazione deve avere l'impresa, cosa deve consegnarti a fine lavori e cosa deposita in Comune. Con le soglie esatte: quattro idranti, dieci rivelatori.

Veduta di un impianto industriale

Chi cerca «installazione impianti antincendio» di solito ha già deciso cosa vuole: una rete di idranti nel capannone nuovo, un impianto di rivelazione nel magazzino, l'ampliamento di quello che c'è. Quello che spesso non sa è che, per la legge, quell'impianto non è una fornitura ma un'opera, con un progettista, un installatore abilitato e un fascicolo di documenti che resta a te e che ti verrà chiesto alla prima pratica dei vigili del fuoco, alla prima perizia assicurativa, alla prima vendita dell'immobile.

La regola di riferimento è il decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, quello che tutti conoscono per gli impianti elettrici. All'articolo 1, comma 2, lettera g), fra gli impianti che disciplina elenca proprio gli «impianti di protezione antincendio».

Cosa dichiarano di fare, su 808 imprese che abbiamo letto una per una
Manutenzione impianti antincendio754Manutenzione estintori669Manutenzione idranti634Rilevazione fumi289Collaudi antincendio262Impianti sprinkler246Installazione impianti antincendio202

Nostra misurazione: abbiamo aperto il sito di ogni impresa in elenco e contato quali servizi ci scrive sopra. Non e' una stima di mercato, e' cosa dichiarano loro. Aggiornato al 29 ottobre 2026.

Il progetto: quando lo firma un professionista

L'articolo 5 del decreto stabilisce che per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti della lettera g) «è redatto un progetto». Chi lo firma dipende dalla dimensione dell'impianto. Il comma 2, lettera h), richiede un professionista iscritto all'albo secondo la specifica competenza tecnica quando l'impianto antincendio è inserito in un'attività soggetta al rilascio del certificato di prevenzione incendi «e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10». Sotto quelle soglie, e fuori da un'attività soggetta, il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice.

Il comma 4 dice cosa deve contenere almeno: gli schemi dell'impianto, i disegni planimetrici e una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell'installazione, con particolare riguardo ai materiali e ai componenti e alle misure di sicurezza da adottare. Il comma 3 aggiunge che i progetti elaborati in conformità alle norme UNI, CEI o di altri enti di normazione europei si considerano redatti secondo la regola dell'arte.

Se nel corso dei lavori l'impianto cambia, il comma 5 impone di integrare il progetto con la documentazione delle varianti. Un impianto di idranti spostato «a voce» in cantiere è un impianto senza progetto.

L'impresa: abilitata per la lettera giusta

L'articolo 8 mette un obbligo diretto in capo a te: il committente è tenuto ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria a imprese abilitate ai sensi dell'articolo 3. L'abilitazione non è generica: l'articolo 3 prevede che l'impresa dichiari specificamente per quale lettera dell'articolo 1, comma 2, intende esercitare l'attività, e che l'imprenditore o il responsabile tecnico abbia i requisiti professionali dell'articolo 4. Un'impresa abilitata per gli impianti elettrici non è per questo abilitata per la lettera g). La verifica si fa sulla visura camerale, prima di firmare.

A fine lavori: la dichiarazione di conformità

L'articolo 7 stabilisce che al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste, comprese quelle di funzionalità, l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità, sul modello dell'allegato I del decreto. Ne fanno parte integrante la relazione con la tipologia dei materiali impiegati e il progetto. Se il lavoro è un rifacimento parziale, il comma 3 chiede che progetto e dichiarazione indichino espressamente la compatibilità tecnica con l'impianto preesistente.

Per gli edifici che hanno già l'agibilità, l'articolo 11 aggiunge un passaggio che spesso salta: l'impresa installatrice deposita entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune, la dichiarazione di conformità e il progetto. Chiedi la ricevuta di quel deposito.

E dopo? L'articolo 8, comma 2, dice che il proprietario adotta le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza dell'impianto, tenendo conto delle istruzioni per l'uso e la manutenzione dell'installatore e dei fabbricanti. Il manuale d'uso e manutenzione, quindi, è un documento che ti spetta e su cui si regolerà chi farà i controlli periodici.

Se l'attività è soggetta ai vigili del fuoco

Per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi c'è un secondo livello. Il decreto del Ministro dell'interno 20 dicembre 2012 disciplina la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva installati in quelle attività, «qualora previsti da specifiche regole tecniche in materia o richiesti dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco». L'articolo 4 aggiunge che i responsabili delle attività hanno l'obbligo di mantenere le condizioni valutate per individuare i parametri dell'impianto. Tradotto: se dopo l'installazione alzi le scaffalature o cambi la merce, l'impianto progettato per la situazione di prima può non bastare più.

Quanto costa

Non diamo cifre: il prezzo di un impianto dipende da superficie, tipo di rischio, alimentazione idrica e numero di terminali, e non esiste una fonte pubblica affidabile sui prezzi di mercato. Le voci da trovare separate nel preventivo, però, sono quelle che il decreto rende obbligatorie: progetto, eventuali varianti, fornitura e posa, verifiche di funzionalità, dichiarazione di conformità con i suoi allegati, deposito allo sportello unico, manuale d'uso e manutenzione. Un preventivo che non le nomina le lascia a te.

Domande frequenti

Con tre idranti serve il professionista? Non per la soglia degli idranti, ma sì se l'impianto è inserito in un'attività soggetta al certificato di prevenzione incendi: le due condizioni dell'articolo 5, comma 2, lettera h), sono alternative.

Può firmare il progetto il tecnico dell'impresa? Solo nei casi che non rientrano nel comma 2 dell'articolo 5.

Chi deposita i documenti in Comune? L'impresa installatrice, entro 30 giorni dalla fine dei lavori, per gli edifici già agibili.

Cosa fare adesso

Prima di chiedere i preventivi, metti insieme tre informazioni: se l'attività è soggetta ai controlli dei vigili del fuoco, cosa chiede la valutazione del rischio o la pratica antincendio, e la planimetria. Poi usa il modulo in fondo alla pagina: la richiesta arriva alle imprese della tua provincia che installano e mantengono impianti antincendio. Chiedi a ciascuna la visura con l'abilitazione per la lettera g) e l'elenco dei documenti che consegnerà a fine lavori. Nessun costo e nessun impegno.

Fonti: decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, articoli 1, 3, 5, 7, 8 e 11, testo vigente consultato su Normattiva il 10 ottobre 2026; decreto del Ministro dell'interno 20 dicembre 2012, articoli 1, 2 e 4, Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013 (fascicolo scaricato dal portale della Gazzetta Ufficiale). La regola tecnica allegata al decreto del 2012 e le norme UNI richiamate dal progetto non sono state citate nel dettaglio: sono il terreno del progettista.

Ti serve un'impresa?

Descrivi il tuo impianto: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.

Scrivi quanti estintori e quali impianti hai, e da quando non vengono revisionati. Se ti serve per una verifica in arrivo, dillo subito.

Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

Anche approssimativo: serve a capire chi può prenderlo in carico.

La richiesta viene inoltrata alle imprese della zona. Nessun costo per te. Come trattiamo i dati.

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