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La norma sugli estintori è cambiata: se li revisioni ogni tre anni stai spendendo più del necessario
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Dal 25 luglio 2024 è in vigore la UNI 9994-1:2024. Per gli estintori a polvere la norma porta la revisione da 36 a 60 mesi, mentre il collaudo si accorcia. E c'è una seconda ragione per telefonare al manutentore: dal 25 settembre 2026 è in vigore l'obbligo di qualificazione dei tecnici.

Il 25 luglio 2024 è entrata in vigore la nuova edizione della UNI 9994-1, la norma che stabilisce come si mantengono gli estintori. Ha sostituito quella del 2013, ed è la ragione per cui vale la pena riguardare il contratto di manutenzione: alcune scadenze si sono allungate.
Il cambiamento che pesa di più riguarda gli estintori a polvere, che sono la maggioranza in un capannone. Per quelli la norma porta la revisione programmata da 36 a 60 mesi. Su un parco di trenta estintori, saltare un giro di revisione in cinque anni è una voce di spesa che si vede in bilancio.
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Il collaudo invece si accorcia: dai 144 mesi della vecchia edizione si scende a 120. Quindi non è un allungamento generale, ed è il motivo per cui non basta dire al manutentore «ora è cambiato tutto»: va rifatto il calendario voce per voce. Sugli altri tipi la norma prevede intervalli propri: per l'anidride carbonica e per gli idrocarburi alogenati sono numeri a sé, e per gli estintori ad acqua e a schiuma non c'è nemmeno un numero solo, perché cambia secondo il tipo e i materiali dell'apparecchio e va letto caso per caso sulla tabella della norma. Quella tabella oggi la si può leggere anche senza comprare la norma: il Corpo nazionale dei vigili del fuoco l'ha riprodotta nella circolare prot. n. 13838 del 17 settembre 2024. Per l'anidride carbonica dà 60 mesi di revisione e 120 di collaudo, per gli idrocarburi alogenati 72 e 120, e per gli estintori a base d'acqua valori da 24 a 60 mesi di revisione e da 72 a 120 di collaudo, secondo pressurizzazione, tipo di carica e materiale del serbatoio: li abbiamo messi in fila in un articolo dedicato agli estintori idrici e a schiuma.
Perché una norma a pagamento decide il tuo calendario
Qui va detta una cosa che riguarda tutte le cifre di questa pagina. La UNI 9994-1 è una norma tecnica a pagamento e non è liberamente consultabile: le periodicità applicabili ai tuoi apparecchi, con il dettaglio per tipo di estinguente, stanno dentro quel documento, e il modo corretto di procurartele non è leggerle su una pagina web ma farti mettere per iscritto dal manutentore il calendario riferito ai tuoi estintori, con matricola e operazione.
C'è anche un equivoco da sciogliere sul valore di quella norma. Il decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021 — quello che ha sostituito le vecchie regole del DM 10 marzo 1998 sul controllo e la manutenzione — nella tabella 1 del suo Allegato I associa agli estintori proprio la UNI 9994-1, ma all'articolo 3 precisa che l'applicazione della normazione tecnica volontaria «conferisce presunzione di conformità, ma rimane volontaria e non obbligatoria, a meno che non sia resa cogente da altre disposizioni». Tradotto: non è una legge che ti impone quei mesi, è il metro con cui sarai misurato se non ne proponi un altro difendibile. Per chi ha un capannone, in pratica, è lo stesso.
La seconda ragione per telefonare: il 25 settembre 2026
C'è una scadenza che adesso conta più del calendario delle revisioni. L'articolo 4 del decreto del 2021 stabilisce che gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio «sono eseguiti da tecnici manutentori qualificati». Quell'obbligo è stato rinviato più volte, e l'ultimo rinvio è il decreto interministeriale del 15 luglio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2025: un decreto di tre articoli che si limita a sostituire, nel testo del decreto controlli, le parole «25 settembre 2025» con «25 settembre 2026».
Le premesse di quel decreto dicono anche perché è stato differito, e non è una ragione di sostanza: le sedi d'esame, che richiedono apparecchiature e impianti dedicati, non risultavano ancora uniformemente distribuite sul territorio nazionale, e mancava il completamento dell'applicazione informatica per gestire il riconoscimento della qualifica. Era un problema di organizzazione, non un ripensamento sull'obbligo.
Quella data è passata. La qualifica è personale — è una persona fisica che la ottiene, non la ditta — si prende presidio per presidio davanti a una commissione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e vale su tutto il territorio nazionale. Per chi ha un capannone significa una telefonata sola con due domande: il calendario ricalcolato sull'edizione 2024 della norma, per iscritto, e l'attestato di qualificazione del tecnico che verrà a fare il prossimo giro sugli estintori. Chi è in regola risponde in un giorno. Chi glissa su entrambe le domande ti ha appena detto qualcosa di utile.
Cosa guardare sul registro, concretamente
Prendi il registro e cerca le date di revisione programmata. Se sugli estintori a polvere trovi ancora cadenze a tre anni, il calendario è quello vecchio e stai pagando un giro in più. Attenzione però all'errore opposto: allungare gli intervalli su apparecchi per cui la norma non li ha allungati lascia un buco nel registro, e un buco nel registro è un problema molto più caro di una revisione fatta in anticipo, perché si vede esattamente nel momento peggiore, cioè quando un perito ricostruisce in che stato erano i presidi.
Quando il calendario viene rifatto, chiedi anche come sono distribuite le scadenze. Un ricalcolo fatto in blocco tende a far cadere trenta apparecchi nello stesso mese, e l'anno dopo ti ritrovi una fattura sola e un giorno di lavoro concentrato in reparto. E se qualche estintore è vicino sia alla revisione sia al collaudo, chiedi il confronto scritto fra revisionare e sostituire: a volte una delle due è chiaramente più conveniente, ma deve essere una decisione presa con i numeri davanti, non una proposta al telefono.
Una precisazione che conta: quelli citati qui sopra sono gli intervalli massimi della manutenzione programmata. Il tuo caso può richiedere cadenze più strette — un ambiente aggressivo o polveroso, la valutazione dei rischi della tua attività, una prescrizione ricevuta dal Comando. La norma fissa il tetto, non il minimo.
Aggiornamento del 10 ottobre 2026. L'obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori è in vigore dal 25 settembre 2026, senza ulteriori proroghe. Il decreto del Ministro dell'interno 22 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2026, ha aggiunto una sola disposizione transitoria: chi entro il 25 settembre 2026 aveva presentato istanza di valutazione dei requisiti può continuare a eseguire controlli e manutenzioni, solo sui presidi indicati nell'istanza, fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027. A un tecnico che non ha ancora l'attestato, quindi, si chiedono gli estremi di quella domanda.
Fonti: scheda della norma UNI 9994-1:2024 su store.uni.com, per la data di entrata in vigore del 25 luglio 2024 e per lo scopo e campo di applicazione; decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2021, articoli 3 e 4 e Allegato I con la tabella 1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 25 settembre 2021 (fascicolo scaricato dal portale della Gazzetta Ufficiale e letto direttamente); decreto del Ministro dell'interno e del Ministro del lavoro 15 luglio 2025, articolo 1 e premesse, Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2025, che sostituisce al comma 1-bis dell'articolo 6 del decreto del 2021 le parole «25 settembre 2025» con «25 settembre 2026» (stesso portale, fascicolo verificato il 20 settembre 2026). Le periodicità per anidride carbonica, idrocarburi alogenati ed estintori a base d'acqua sono quelle del prospetto 2 della norma come riprodotto nella circolare del Dipartimento dei vigili del fuoco prot. n. 13838 del 17 settembre 2024, letta il 10 ottobre 2026. Le periodicità in mesi sono quelle della UNI 9994-1, che è a pagamento e non liberamente consultabile: prima di cambiare il contratto fatti confermare le date dal tuo manutentore sulla norma, perché la responsabilità di quel calendario resta sua. Se leggi questa pagina dopo il 25 settembre 2026, controlla che nel frattempo non sia arrivata un'ulteriore proroga.
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