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L'estintore a polvere spegne, ma lascia il conto: dove non metterlo e cosa chiedere al manutentore

6 min di lettura

La polvere è l'estintore più diffuso perché spegne quasi tutto, ma il decreto sui luoghi di lavoro avverte che in luoghi chiusi toglie visibilità e può irritare pelle e mucose. Quando scegliere polvere, CO2, schiuma o acqua, e le domande da fare prima di firmare un preventivo.

Dettaglio di una struttura metallica in un impianto

L'estintore a polvere non è sbagliato: è sbagliato metterlo dappertutto per abitudine. Spegne fuochi di tipo diverso con un solo apparecchio, costa poco e lo trovi in ogni catalogo, e per questo finisce appeso anche nel locale server, in cucina, nel laboratorio e nella cella quadri. In quei posti il problema non è se spegne, ma cosa resta dopo la scarica: una nuvola in cui non si vede l'uscita e una polvere da togliere da macchinari e apparecchiature che hanno un valore.

Cosa dice la norma sulla polvere nei luoghi chiusi?

Il decreto del Ministro dell'interno 3 settembre 2021 (Gazzetta Ufficiale n. 259 del 29 ottobre 2021) fissa i criteri di sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro; per quelli a basso rischio li riporta nel suo Allegato I. Nell'Allegato I, punto 4.4, comma 5, scrive: «Nei luoghi di lavoro al chiuso, nei confronti dei principi di incendio di classe A o classe B, è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici)». La nota che accompagna il comma spiega perché: l'impiego di estintori a polvere in luoghi chiusi causa, generalmente, un'improvvisa riduzione della visibilità che potrebbe compromettere l'orientamento degli occupanti durante l'esodo, e la polvere potrebbe causare irritazioni sulla pelle e sulle mucose.

Due precisazioni oneste. La prima: quel testo vale per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, come li definisce il punto 1 dell'Allegato; per gli altri l'articolo 3 del decreto rimanda al decreto 3 agosto 2015, il Codice di prevenzione incendi, che ragiona per valutazione del rischio. La seconda: «è opportuno» non è «è vietato». Resta una raccomandazione, ma scritta da chi la norma l'ha fatta, e un verificatore o un perito, dopo un incendio, la leggerà così.

Cosa dichiarano di fare, su 893 imprese che abbiamo letto una per una
Manutenzione impianti antincendio813Manutenzione estintori708Manutenzione idranti669Rilevazione fumi341Collaudi antincendio306Impianti sprinkler277Installazione impianti antincendio226

Nostra misurazione: abbiamo aperto il sito di ogni impresa in elenco e contato quali servizi ci scrive sopra. Non e' una stima di mercato, e' cosa dichiarano loro. Aggiornato al 2 novembre 2026.

Dove la polvere è la scelta sbagliata?

Il criterio generale è uno: chiedersi cosa succede ai beni e alle persone quando l'estintore si scarica, non solo se il fuoco si spegne. Il decreto, sui beni, non dice nulla di esplicito: la preoccupazione per macchinari e apparecchiature è una conseguenza pratica del deposito di polvere, non un divieto di norma, e sta alla valutazione del rischio decidere. Tradotto in ambienti di un'azienda:

- **Locali con server, centralini, quadri elettrici di comando.** La polvere è dielettrica: la nota al comma 6 dello stesso punto 4.4 dice che gli estintori portatili conformi alla EN 3-7 con agente privo di conducibilità elettrica, polvere e anidride carbonica per esempio, sono idonei su impianti in tensione fino a 1000 V e a un metro di distanza. Quindi la polvere non fa corto circuito. Quello che fa è depositarsi su tutto, e il rischio non è l'incendio ma la pulizia di apparecchiature delicate. Qui il CO2, o un sistema a gas dedicato, ha senso. - **Laboratori e reparti di precisione.** Dove un deposito su strumenti, ottiche o macchine utensili vale più del focolaio da spegnere, si sceglie un agente che non lasci residuo. - **Ambienti piccoli e chiusi** (magazzini senza finestre, spogliatoi, locali tecnici con una sola porta): è esattamente il caso in cui la visibilità sparisce e la gente deve ancora uscire. - **Industria alimentare.** Una scarica in una zona di lavorazione o di confezionamento vuol dire polvere dove passa il prodotto. Nessuna norma citata qui lo dice con queste parole, ma è il tipo di scelta che va decisa con il responsabile della qualità prima, non dopo la scarica. - **Cucine professionali.** Il punto 4.4, comma 3, dice che, in esito alla valutazione del rischio, possono essere installati estintori per fuochi di classe F (oli e grassi di cottura) e per solventi polari. Per la friggitrice serve l'estintore dichiarato per quella classe, non quello che c'è già.

Come si scelgono polvere, CO2, schiuma e acqua?

Partendo dalle classi di fuoco della UNI EN 2: A solidi che formano braci (legno, carta, tessuti), B liquidi e solidi liquefacibili, C gas, D metalli, F oli e grassi di cottura. Poi chiedendosi tre cose.

Cosa brucia davvero in quel punto. Il punto 4.4, comma 1, vuole nei luoghi di lavoro a basso rischio estintori con capacità estinguente non inferiore a 13A e carica di almeno 6 kg o 6 litri, in numero tale da avere un estintore entro 30 metri; il comma 2 aggiunge 89B dove ci sono liquidi infiammabili o solidi liquefacibili. Un estintore va scelto anche per la classe A, quella di legno, carta e tessuti: se togli la polvere da un reparto, verifica che quello che metti al suo posto porti la classificazione A richiesta (ne parla l'articolo sugli estintori a CO2).

Chi c'è e quanto è chiuso il locale. Più è chiuso e frequentato, più pesa la visibilità, e il decreto indica per classe A e B gli estintori idrici. Gli idrici hanno una regola loro sulla revisione, spiegata nell'articolo su idrici e schiuma.

Cosa c'è da proteggere. Con elettronica o macchine di precisione si cerca un agente senza residuo; con un capannone dove non c'è nulla di delicato, la polvere può restare una scelta ragionevole: decide la valutazione del rischio.

Quanto costa davvero una scarica di polvere?

Non esiste un numero onesto: dipende da cosa c'era nella stanza. Le voci, però, sono sempre le stesse. L'estintore usato va ricaricato e controllato dal manutentore. I macchinari e le apparecchiature raggiunti dalla polvere vanno puliti, e per quelli delicati la pulizia può essere un lavoro da specialista. Il reparto può restare fermo finché non si è ripulito. E chi ha usato il getto in un locale chiuso può aver respirato polvere: l'irritazione di cui parla la nota del decreto si gestisce anche con un'aerazione, dopo. Prima di accettare «la polvere va bene ovunque», chiedi a chi te la propone di scrivere quale delle voci vale per il tuo locale.

Sulla corrosività del residuo verso i metalli e sui tempi entro cui pulire qui non ci sono numeri: dipendono dalla composizione della polvere, e la fonte giusta è la scheda di sicurezza dell'estinguente, che il costruttore deve fornire. Chiedila.

Cosa chiedere al manutentore prima di cambiare estintori?

- Una **planimetria con tipo e classe di fuoco** (A, B, C, F) di ogni estintore, locale per locale, e la ragione della scelta in quel punto. - Dove c'è elettronica, il tipo di agente e se il modello dichiara l'idoneità fino a 1000 V (EN 3-7). - La **scheda di sicurezza** dell'agente, con le indicazioni su pulizia dopo l'uso. - Se togliere la polvere da un reparto lascia scoperta la protezione di classe A: il conto va fatto in capacità estinguente (13A, 6 kg o 6 litri) e distanza di 30 metri, non a occhio. - Che l'azienda sia qualificata. L'obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori è in vigore dal 25 settembre 2026, senza proroghe. Il decreto del Ministro dell'interno 22 settembre 2026 consente di continuare solo, per i presidi indicati, a chi aveva presentato istanza di valutazione entro quella data, fino all'esito e comunque non oltre il 31 marzo 2027. Chiedi l'attestato, o la prova dell'istanza.

Cosa fare adesso, e chi chiamare

Prendi la planimetria, segna i locali dove un getto di polvere farebbe un danno che si misura in giorni di fermo o in apparecchiature da pulire, e porta quell'elenco a chi fa la manutenzione. Per sostituire, spostare o aggiungere estintori chiedi preventivi a più di una ditta della tua provincia sullo stesso elenco di locali: è l'unico modo per confrontare proposte che dicono la stessa cosa. Dal portale puoi inviare la richiesta alle aziende di zona che fanno questo lavoro.

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Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

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